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bolzano sud sviluppo

Modelli di sviluppo e riqualificazione urbana si possono trovare in diverse realtà d’Europa e del mondo. A partire da Copenaghen o Bilbao e finendo a Berlino, ci sono diversi approcci, processi e risultati che possono essere considerati esemplari. Senza dubbio, però, bisogna conciliare eventuali best practices esterne con la storia e la situazione del posto col quale verrebbero confrontati. E ciò non preclude, ma anzi sottolinea che la considerazione di altre realtà “modello” va combinata con una prospettiva interna che cerca di trarre delle conclusioni dai tentativi storici dello sviluppo urbano del luogo stesso.

Entrando nel merito, a Bolzano sono presenti svariati approcci, storici e recenti, e spesso ibridizzati. Prendendo la bici e girando la città per le piste ciclabili lungo l’Isarco, il Talvera e l’Adige, e dunque usufruendo di uno tra i più rilevanti interventi recenti per la riqualificazione cittadina, si è testimoni di una una serie di esempi che sono simbolo dei diversi tentativi di sviluppo e trasformazione urbana a Bolzano. Alcuni di questi esempi sono stati messi in atto appieno, altri sono rimasti in stato esplorativo e sperimentale. Facendo riferimento al tema della bici, tra l’altro proprio il ponte della ciclabile sull’Isarco (zona Twenty), attualmente in costruzione, fa capire che la città è intenzionata a fare sul serio con un ulteriore sviluppo di Bolzano sud, includendo anche la zona industriale.

I seguenti esempi visitati in due ore di “research biking” effettuati nel corso del mese di marzo 2015, non vogliono essere in alcun modo esaustivi, né i singoli casi sono stati approfonditi in dettaglio. Tuttavia, questi esempi sono da intendersi come una prima considerazione sperimentale che raggruppa casi facilmente visibili nel percorrere la città in bici e che possono fornire elementi di riflessione per future opzioni di sviluppo di Bolzano sud.

Semirurali
Lo storico quartiere delle semirurali testimonia un’idea di sviluppo che si contraddistingue per la suddivisione della città in base a quartieri residenziali e popolari (zonizzazione). Mentre le semirurali erano state destinate dal regime fascista negli anni ’30 agli italiani immigrati a Bolzano, che per lo più lavoravano nella vicina zona industriale, mentre i quartieri di Gries e San Quirino rimanevano tradizionalmente destinati alle classi medio-alte. Oltre alla caratteristica di edifici popolari, le semirurali testimoniano anche dei tentativi di portare la residenza vicino al posto di lavoro e di immettere un feeling rurale all’interno di una zona urbana, al fine di renderla più attrattiva per gli ex-contadini trasformati in operai (cf. Marcelli, 2004), per esempio attraverso orti adiacenti ad ogni casetta. Mentre da una lato richiamavano lo stile di vita rurale, dall’altro lato le casette molto simili tra loro erano anche frutto della standardizzazione tipica dell’industrializzazione.

Salewa
La nuova sede centrale Salewa, costruita nel 2011, è esemplare nel tentativo di concepire la zona industriale e i suoi edifici non solo in base alla destinazione d’uso tradizionale, ma introducendo nuove letture funzionali che siano in grado di inglobare e valorizzare anche gli aspetti estetici. Tramite la presenza di un ristorante e di una palestra di roccia, Salewa contribuisce a portare servizi residenziali in una zona industriale, aumentandone la diversità funzionale e in tal modo anche la qualità di vita e lavoro. Inoltre l’edificio, posto all’estremo sud della città, vicino all’autostrada, assume addirittura una funziona iconica per il visitatore di Bolzano.

Casanova
Il quartiere Casanova ai margini sud-occidentali della città, i cui primi appartamenti sono stati consegnati nel 2009, è l’esempio di un quartiere interamente e consciamente pianificato a tavolino, con l’obiettivo di costruire un quartiere esemplare ed ex-novo per circa 3.000 abitanti. Dovrebbe fare da modello di sviluppo urbano soprattutto per il rispetto del principio della sostenibilità, visto che include edifici a risparmio energetico, e integra specifiche soluzioni per la mobilità, essendo il primo e unico quartiere residenziale in periferia a godere di una stazione ferroviaria ad hoc. Anche il processo di progettazione del quartiere si propone come esemplare. Tuttavia, i risultati del monitoraggio dell’EURAC sui consumi energetici effettivi indicano come lo sviluppo urbano “pianificato a tavolino” possa anche avere delle lacune: infatti, la notevole discrepanza tra valori pianificati ed effettive prestazioni energetiche evidenziano come lo sviluppo urbano difficilmente possa prescindere dal considerare in dettaglio i fattori comportamentali e sociali dell’uomo. In ogni caso Casanova è testimone di un modello di espansione urbanistica della città di Bolzano e delle sue zone residenziali che “consuma”, seppur con ambizione di sostenibilità, il territorio della campagna limitrofa.

MeBoCenter
Infine proseguendo per la ciclabile si incontra un pezzo di sviluppo urbano interessante se non addirittura bizzarro, il MeBoCenter. L’edificio a Ponte Adige di Bolzano, a circa 5 chilometri dal centro città, era destinato a diventare centro commerciale, ma non è mai entrato in fase operativa. Attualmente si stanno discutendo modi d’uso alternativi. Il MeBoCenter testimonia un’idea di sviluppo urbano che, in un periodo abbastanza recente, è stato perseguito in parecchie città europee. Questo approccio si caratterizza per la costruzione di centri commerciali in posti ben raggiungibili nelle periferie urbane oppure su terreni vergini appena al di fuori della città. A Bolzano, come testimonia il MeBoCenter mai aperto, sembra che l’idea non abbia convinto fino in fondo. In conclusione, la domanda è in che misura questi modelli endogeni di sviluppo urbano, collezionati in un giorno di research biking a Bolzano a marzo 2015, possano fornire aspetti esemplari per un possibile sviluppo di Bolzano sud. Che cosa si può imparare da questi casi?

Poniamo la domanda ai due ricercatori Eurac che più in dettaglio si occupano delle opzioni di sviluppo di Bolzano sud, Elisa Innerhofer e Harald Pechlaner: “Gli esempi discussi, sia attraverso l’architettura sia attraverso le varie funzionalità, indicano quanto è varia la città di Bolzano e piena di sfumature diverse tra di loro, e come quest’amalgama si sia sviluppata in modo dinamico. In particolare Bolzano sud è caratterizzata da elementi di ruralità e urbanità, da elementi fortemente industriali, ma anche legati all’agricoltura, da elementi che allo stesso momento esprimono un attaccamento alla tradizione e si orientano verso l’innovazione. In questo senso Bolzano sud è un punto d’incontro ibrido, dove passato e presente si incontrano in continuazione. Esempi visibili di tale compresenza sono gli edifici di Salewa e Technoalpin da un lato e l’ultima casa delle semirurali dall’altra. L’ibridizzazione però si sta evolvendo in modo dinamico. Per esempio, notiamo una crescente trasformazione della zona industriale di Bolzano sud da territorio produttivo a territorio di sviluppo multifunzionale. Alcune imprese, nella loro sede storica nella zona industriale di Bolzano sud, si concentrano sulle funzioni di ricerca e sviluppo, mentre altre reparti vengono decentrati. Le imprese più giovani della zona industriale, invece, sono spesso di provenienza tecnologica e dai settori a forte contributo intellettuale. Inoltre, sia il quartiere Casanova con i suoi quasi mille appartamenti, sia i servizi offerti nella sede Salewa evidenziano uno sviluppo dinamico e sempre più composito di Bolzano sud. Sembra che le funzioni residenziali e lavorative si intreccino in modo crescente. Senza dubbio, per lo sviluppo di questo scenario eterogeneo, arte e cultura possono giocare un ruolo di fondamentale importanza. Inoltre si pone la domanda se e in quale modo edifici inutilizzati come per esempio il MeBoCenter possano contribuire a uno sviluppo dinamico della medesima area, soprattutto se venissero aperti maggiormente a favore dell’attività creativa di attori culturali e artisti. Ciò che si può in ogni caso imparare dagli esempi storici e recenti dello sviluppo di Bolzano sud è che la discussione di funzioni urbane ha profondità storica e rilevanza per il futuro. Le opzioni sono varie tra cui anche una crescente mescolanza delle funzioni residenziali e lavorative, che può avere il vantaggio di rendere possibile una migliore fruizione degli spazi esistenti, a discapito di un maggiore utilizzo e consumo del suolo.”

Autori: Michael Volgger, Harald Pechlaner, Elisa Innerhofer

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