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Negazionismo, scetticismo estremo e bufale sono un ostacolo allo sviluppo?

Basta gettare lo sguardo ai qualche cartellone pubblicitario a bordo strada, leggere un quotidiano o navigare su internet per imbattersi in posizioni ambigue o a volte completamente opposte su alcuni fenomeni, fatti ed eventi. Ecco alcuni esempi:

Siamo davvero sbarcati sulla luna 50 anni fa o è tutto un complotto governativo come affermano taluni? Vaccinarsi salva le vite o serve solo a ingrassare l’industria farmaceutica? I lupi sono soliti attaccare l’uomo e mangiano davvero i bambini o si tratta solo di una fiaba dei fratelli Grimm senza fondamento?

vipere elicottero

Le vipere sono state veramente lanciate dagli elicotteri per reintrodurle in natura? L’accelerazione del riscaldamento globale è veramente colpa dell’uomo o è un’invenzione di alcuni potenti centri politici e della Cina? I migranti portano veramente malattie come il colera, la tubercolosi e la scabbia o sono solo notizie diffuse per alimentare sentimenti di paura e rabbia? 

Vi è mai capitato di interrogarvi su chi abbia ragione? Confesso: a me è capitato. In alcuni casi per mia manifesta ignoranza sul singolo argomento, in altri per la forza comunicativa di alcune persone, in altri ancora per pura curiosità. 

Alcune notizie o opinioni sono semplicemente “bùfale“, affermazioni false o inverosimile, una forma di disinformazione o mistificazione dell’informazione, spesso sinonimo di fake news. Nel migliore dei casi sono create per goliardia, nel peggiore sono elaborate ad arte per finalità personali, massimizzare profitti, mantenere uno stato di disinformazione su un tema, fomentare odio e paure.

Altre sono opinioni di persone eccessivamente o irriducibilmente scettiche. Lo scetticismo di per se non sarebbe una cosa negativa se lo consideriamo come l’atteggiamento di chi, per principio o per inclinazione naturale, dubita di ogni affermazione o è diffidente e incredulo rispetto a ogni valore e verità precostituiti. Quando però viene negata ogni evidenza anche empirica questa forma di scetticismo molto spinto o “irriducibile” assume una connotazione negativa e genera falsa informazione. 

Altri ancora sono opinioni negazioniste della esistenza o della veridicità di determinati fenomeni storici o scientifici. In quest’ultimo caso, l’estensione del concetto “classico” di negazionismo ai fenomeni scientifici, ritengo sia descritto bene dalle parole di Stefano Casentini sul sito “Climalteranti che lo indica come il “rifiuto testardo e irragionevole di prendere atto delle evidenze scientifiche su cui la comunità scientifica ha raggiunto un consenso”.

A queste opinioni, si aggiunge l’atteggiamento di chi, involontariamente o consapevolmente, decide di far finta di nulla, di non vedere e girarsi dall’altra parte. Non li negano, non ne sono scettici, semplicemente scelgono di ignorarli.

Partendo dalla osservazione dei fatti però, dai dati scientifici e condivisi, c’è da chiedersi quale impatto abbiano sulla società, l’economia e lo sviluppo queste false informazioni e questi atteggiamenti.

Prima però è importante condividere i fatti, dare conto della verità, riportare le evidenze empiriche. Non siete curiosi? 

Sì, siamo sbarcati sulla luna: migliaia di scienziati di tutti i paesi del mondo possono testimoniarlo. La missione sulla Luna non è stato il fatto di un giorno ma di anni, tra studi, progetti, ricerche, calcoli a cui lavorarono migliaia di persone.

Sì, i vaccini salvano la vita. Forse alimentano anche il sistema farmaceutico ma, al di la di singoli casi specifici , è indubbio l’assoluto valore dei vaccini per la vita umana, in particolare rispetto all’immunità di gregge. Il vaccino per il morbillo, ad esempio, ha salvato oltre 20 milioni di persone in 16 anni.

No, i lupi, ritornati naturalmente nelle nostre Alpi, generalmente non attaccano l’uomo. Sono animali prevalentemente schivi che non riconoscono l’uomo come possibile preda, ma lo identificano come una minaccia da cui allontanarsi il più rapidamente possibile.

No, le vipere non sono mai state lanciate dagli elicotteri. Si tratta di una leggenda metropolitana, una bufala probabilmente basata sulla paura che l’uomo ha di questo animale che sconta evidentemente un problema di pubbliche relazioni.  

No, il cambiamento climatico in sé non è colpa dell’uomo, il clima è in continua evoluzione. Sì, è colpa accertata dell’uomo la forte accelerazione del riscaldamento globaleLe prove scientifiche sono inequivocabili e l’allarme è sostenuto e condiviso dal oltre il 97% degli scienziati del mondo.

No, i migranti non portano con loro malattie infettive. I dati dimostrano chiaramente che la maggior parte arriva in buona salute ed eventualmente qui da noi, a causa di successive condizioni abitative e di lavoro pessime, la loro salute si deteriora. 

Tutti fatti, sostenuti da dati ed evidenze empiriche. 

Detto ciò, se per un ricercatore è un obbligo morale essere sempre scettico e alla ricerca continua della verità, lo è parimenti anche sostenere con chiarezza le verità dei fatti e non rimanere in silenzio di fronte a bufale, balle, fake news, negazionismo scientifico o semplici teste girate dall’altra parte.

Personalmente sono anche convinto che, fatta salva la sacrosanta libertà di opinione, questa non dovrebbe essere assolutamente mai confusa con la libertà di disinformare.

Perché? Perché a mio avviso fanno male alla società e ostacolano lo sviluppo.

Ad esempio, cosa porta di positivo fomentare la paura nella popolazione con informazioni palesemente false sul lupo o sulle vipere o su altri animali selvatici particolarmente non graditi? Probabilmente il potenziale mantenimento dello status quo per alcuni settori economici. Ma a vantaggio di chi e con quali conseguenze negative? 

Quanto costa una società piena di paura e ansia? Sapete che l’ansia è una malattia e che per curarla nel 2017 in Italia si sono usate le benzodiazepine, una classe particolare di psicofarmaci a carico del cittadino, per oltre 348 milioni di euro?

Quanto varrà in futuro aver perso importanti nicchie di mercato turistico legate ad esempio alla osservazione della fauna che in altre parti del mondo spingono intere economie di comunità? L’Unione Europea di recente ha persino finanziato un progetto Interreg ad hoc su questo tema, il progetto WILDLIFE ECONOMY (WLE).

E se, come nel caso dell’orso in Trentino, la società civile decidesse di boicottare turisticamente per lo stesso motivo una nostra vallata, quale sarebbe la perdita economica? 

Quale è l’impatto negativo sull’economia nazionale il fatto di negare o non far finta di non vedere il global warming sapendo che i dati indicano come conseguenza diretta per l’Italia il dimezzamento in 30 anni dell’agricoltura? Lo sapete che secondo un recente rapporto, dal 2050 ci costerà ben l’8% del PIL? E che l’innalzamento di soli 2 gradi della temperatura ci costeranno come 27 volte il debito pubblico

Quanto vale in termine di vite e di denaro vaccinare la popolazione rendendola maggiormente preparata in caso di epidemie? Il costo stimato di una non grave epidemia di morbillo documentata dall’Istituto superiore di sanità nel 2002-2003 è stato di oltre nove milioni di euro e un costo complessivo stimato fra i 18 e i 22 milioni di euro, per un solo anno e solo per quella epidemia.

Siamo sicuri che disinformare, negare e far finta di non vedere alla fine siano atteggiamenti premianti? 

Siamo pronti a subirne le eventuali conseguenze negative?

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