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Nei giorni scorsi la Biblioteca Civica di Bolzano ha compiuto 90 anni (Auguri!!). Questo avvenimento ha coinvolto tutta la citta con una maratona di lettura, conferenze, laboratori creativi. La buona adesione da parte dei bolzanini a queste iniziative mi ha portato a riflettere sulla diffusione delle biblioteche non solo a Bolzano, ma in generale in tutto l’Alto Adige.

Mi sono accorta che leggiamo sempre meno. Circa il 40% della popolazione con più di 6 anni ha dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi per motivi strettamente non scolastici o professionali (era il 42,5% nel 2015). I più assidui lettori sono le donne (47% contro il 33% degli uomini), i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni (oltre la meta legge più di un testo) e i laureati (oltre il 70% contro il 50% di chi ha un titolo di studio di livello inferiore) (ISTAT , 2017). La provincia di Bolzano si conferma al terzo posto in Italia per numero di lettori (oltre il 58% subito dopo la Provincia di Trento e il Friuli Venezia Giulia). I suoi lettori più assidui sono anche qui donne (67,7 contro il 45,3% degli uomini), giovani e laureati (rispettivamente il 50 e l 82%), in percentuale maggiore rispetto alla media nazionale (ASTAT, 2018).

Possediamo meno libri. Nel 2016 circa una famiglia su dieci non aveva alcun libro in casa, dato ormai costante da quasi un ventennio. Anche nei casi in cui è presente una libreria domestica, il numero di libri disponibili è molto contenuto: il 28,2% delle famiglie possiede non più di 25 libri, una su 10 non ne ha nemmeno uno (ISTAT , 2017). I dati per Bolzano sono di poco più positivi (ASTAT, 2018).

Leggiamo sempre più male (nei posti più disparati, in treno, in bus, nei cinque minuti prima di andare a dormire). Lo facciamo con le più moderne tecnologie (sui tablet, cellulari di ultima generazione). Sempre nel 2016, circa il 7% della popolazione di 6 anni e più ha letto un e-book e circa l 4% lo ha scaricato online. Gli altoatesini sembrano gradire la versione online tanto che è in crescita il numero di coloro che legge testi in formato digitale (l’8,7 di loro legge e-book e il 5,4 gli audiolibri).

Ha quindi ancora senso destinare spazi fisici in cui stipare pile e pile di libri che probabilmente prenderanno polvere e convertire il patrimonio libraio nel solo formato digitale?

Per me che credo in Foucault quando scrive “per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere”, la risposta appare scontata.

La distribuzione spaziale delle biblioteche non è omogenea. In Italia, ne esistono 13.967 (Anagrafe biblioteche italiane, 2018) e si trovano per lo più nelle regioni settentrionali e tirreniche. La meta delle biblioteche è gestita da un comune. Le biblioteche universitarie sono 1.713, quelle degli enti ecclesiastici poco più di 1.400, mentre quelle di accademie, associazioni, fondazioni pubbliche e private superano le 1.800 unita´.                                          

Figura 1. Numero di biblioteche nelle varie regioni italiane. Anno 2017.
Fonte: Anagrafe Biblioteche Italiane, 2018

In Alto Adige, esistono 228 biblioteche distribuite su tutto il territorio provinciale. Dei 116 comuni presenti, ben 93 hanno almeno una biblioteca. Fra i comuni privi, vi sono, per esempio, Brennero, Ultimo, Fortezza. Si tratta in generale di comuni molto estesi o prossimi a comuni ad alta densità bibliotecaria. I comuni inclusi nelle categorie “comuni periferici” e “comuni ultraperiferici” cosi come definiti dalla Strategia delle aree interne[1] hanno quasi tutti almeno una biblioteca. Curon Venosta ne ha 4, Valle Aurina 6. Anche Brunico e Malles ne hanno diverse, grazie alla presenza di istituti di formazione qualificata e universitaria che ne posseggono al loro interno almeno una. I numeri sulla densità bibliotecaria sono quindi positivi in questi comuni. Riguardo alla gestione bibliotecaria, quasi il 90% delle biblioteche è gestita dai comuni. Oltre a quella comunale, le altre sono gestite da enti ecclesiastici, accademie, associazioni, fondazioni pubbliche e private.

Figura 2. Numero di biblioteche nei vari comuni altoatesini. Mappati con le righe, i comuni periferici e ultraperiferici. Anno 2017.
Fonte: Anagrafe Biblioteche Italiane, 2018

Tornando alla domanda iniziale, se abbia o meno senso mantenere attive le biblioteche data la preferenza per prodotti digitali o la pigrizia di molti lettori, la mia risposta è positiva. Non solo perché, come scriveva Stéphane Mallarmé – “il mondo, alla fine, è fatto per finire in un bel libro” e quindi anche l´Alto Adige, o perché “Un uomo che legge ne vale due” secondo Valentino Bompiani. 

Le proiezioni demografiche confermano che in futuro la popolazione altoatesina sarà sempre più “rosa” e “grigia” (ASTAT, 2018). Il numero delle donne è destinato ad aumentare cosi come quello delle persone anziane. Se le prime rientrano nel novero dei lettori più assidui, i secondi rappresentano una fascia di potenziali lettori in crescita e da sollecitare alla lettura. La presenza di una biblioteca può attrarre nuovi residenti e offrire un luogo di aggregazione per quelli esistenti. Riguardo al possesso di libri, questo potrebbe aumentare non tanto prevedendo incentivi agli acquisti, piuttosto con il potenziamento di servizi di prestito interbibliotecario. Se questi servizi venissero offerti in modo capillare e più frequente, consentirebbero agli altoatesini di disporre di tutto il patrimonio librario esistente in provincia. Per lo stesso motivo, la connessione broadband andrebbe potenziata e resa costante in tutti i comuni, anche quelli più remoti, in modo da consentire il download di e-book.

Autore: Valentina Cattivelli

[1] La Strategia delle aree interne prevede la identificazione dei comuni italiani in poli (a seconda della loro capacita di offrire servizi essenziali, quali trasporto, sanita e istruzione). I comuni non definiti come poli sono poi distinti in 4 ulteriori categorie, aree peri-urbane, aree intermedie, aree periferiche e aree ultra periferiche in base alle distanze dai poli misurate in tempi di percorrenza.

Useful links:

Anagrafe biblioteche italiane. (2018). Anagrafe biblioteche italiane. Tratto da http://anagrafe.iccu.sbn.it: http://anagrafe.iccu.sbn.it/opencms/opencms/eventi-e-news/Statistiche-2017/

ASTAT. (2018). Attività culturali degli altoatesini – 2017. Bolzano: ASTAT.

ASTAT. (2018). Statistiche demografiche. Bolzano: ASTAT.

Foucault, M., (1969), Scritti letterari, Feltrinelli.

ISTAT . (2017). Produzione e lettura di libri in Italia. Rome : ISTAT.

Mallarmé, S., (1897), Prose diverse

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