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Covenzione-Alpi-presidenza-italiana

Le Alpi, con il loro capitale di biodiversità e le riserve di acqua e legno, sono un ambiente naturale, culturale, di vita e di lavoro per quasi 14 milioni di persone nonché un’importante destinazione turistica che attira circa 120 milioni di visitatori ogni anno. Dato il grande impatto antropico che questo ambiente subisce, nel 1995, gli otto paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Monaco, Slovenia e Svizzera) e l’Unione Europea hanno sottoscritto un trattato internazionale per lo sviluppo sostenibile e la protezione delle Alpi, la Convenzione delle Alpi stabilisce i principi fondamentali e contiene misure generali a favore dello sviluppo sostenibile nell’arco alpino.

Nel quadro legale della Convenzione delle Alpi, si svolgono numerose importanti attività, volte ad applicare, a livello europeo, nazionale, regionale e locale, gli impegni contenuti nella Convenzione e nei suoi protocolli. Il principio base su cui si basa la convenzione è la mutua collaborazione tra le parti per favorire lo sviluppo di attività e progetti interdisciplinari e transnazionali da effettuare sul territorio Alpino. La Conferenza delle Alpi, composta dai Ministri delle Parti contraenti, rappresenta l’organo decisionale della Convenzione delle Alpi.

Le sedute della Conferenza delle Alpi si tengono normalmente ogni due anni su convocazione dello Stato membro che detiene la Presidenza della Convenzione (ogni mandato ha una durata di due anni). Il Comitato permanente è l’organo esecutivo della Conferenza delle Alpi e garantisce la messa in pratica delle idee, dei principi e degli obiettivi della Convenzione delle Alpi. Il Comitato permanente si riunisce generalmente due volte all’anno. Il Segretariato permanente istituito nel 2003 con sede principale ad Innsbruck e sede distaccata operativa a Bolzano fornisce il supporto agli organi decisionali della Convenzione; favorisce lo scambio di esperienze e conoscenze sulle Alpi ed è responsabile per le pubbliche relazioni per conto della Convenzione delle Alpi.

Il Comitato permanente istituisce gruppi di lavoro ad hoc in funzione delle esigenze del momento e si incarica di coordinarne le attività. I gruppi di lavoro operano e offrono assistenza su diverse tematiche attinenti allo sviluppo sostenibile. Essi hanno il compito di elaborare nuovi protocolli e raccomandazioni, di attuare le misure previste, di studiare gli sviluppi in corso e di riferire i progressi compiuti alla Conferenza delle Alpi e al Comitato permanente. Ai gruppi di lavoro viene affidato un mandato della durata di due anni, durante il quale spesso, per argomenti specifici, costituiscono sottogruppi.

I gruppi operativi si occupano di trasporti, di pericoli naturali, di rete ecologica, di grandi carnivori, di foreste montane, di agricoltura, di gestione dell’acqua, di turismo.

EURAC per la Convenzione delle Alpi
Fin dall’inizio dei suoi lavori, la Convenzione Alpina ha potuto contare sull’appoggio di molte realtà territoriali, che hanno prestato i propri esperti nei vari tavoli di lavoro. EURAC, specialmente con l’Istituto per lo Sviluppo Regionale ed il Management del Territorio e con l’Istituto per le Energie Rinnovabili, data la presenza di svariate expertise, ha partecipato e continua a partecipare a vari tavoli di lavoro e contribuisce all’organizzazione generale della Convenzione, dando anche i locali per la sede distaccata del segretariato generale. Dall’inizio del 2015, con il passaggio della presidenza della Convenzione da Italia a Germania, la delegazione italiana ha modificato la propria organizzazione interna, dividendo i propri esperti in Macro Aree che raggruppano al proprio interno alcune delle piattaforme e gruppi di lavoro della Convenzione stessa. Ogni Macro Area è gestita da un Focal Point e da un Technical Coordinator, sostenuti da un forum di esperti nazionale. La Macro Area “Risorse Naturali ed Ecosistemi” raggruppa le piattaforme “Connettività Ecologica”, “WISO” (grandi carnivori, erbivori e società), “Agricoltura di Montagna” e il Gruppo di lavoro “Foreste Montane”, più la nuova Task Force Italiana SAPA (Sistema Aree Protette Alpine).Covenzione-Alpi-EURAC

Focal Point e Technical Coordinator agiscono in sinergia con i Capi e Vice Capi Delegazione per organizzare la posizione italiana, coinvolgendo gli esperti del forum nazionale. La Delegazione che di norma partecipa ai meeting (organizzati ogni 6 mesi nei vari paesi alpini) delle Piattaforme o Gruppi di Lavoro è composta dal Capo e Vice Capo delegazione, dal Focal Point e/o dal Technical Coordinator e dagli esperti del forum nazionale selezionati in base agli argomenti che verranno trattati ad ogni incontro. Lo scopo di questa nuova organizzazione è di stimolare la cooperazione tra le varie piattaforme e tra le delegazioni italiane, ampliando soprattutto il legame con il territorio – dato che le attività (e le leggi) che intervengono in una certa tematica influenzano necessariamente anche le altre. Per fare un esempio, gli interventi in agricoltura avranno un effetto anche sulla gestione della fauna selvatica e sulla possibilità degli animali di potersi spostare liberamente. Lo stesso riguarda gli interventi in ambito forestale e sulla gestione delle aree protette. È fondamentale che i vari esperti si mettano in rete, sia tra loro che con gli stakeholder che lavorano sul territorio, per comprendere le reali necessità dell’area alpina e che lavorino insieme per trovare soluzioni di cui possano beneficiare tutti. Negli anni si è compreso che non si può più difendere la Natura “a pezzi”, ma che va considerata nel suo insieme, attraverso un approccio di tipo olistico, il che implica considerare e soprattutto far conoscere le interazioni tra le forze che agiscono su un territorio, superare positivamente i conflitti e generare nuovo benessere sociale ed economico. È considerato oramai fondamentale il “fare sistema”, a livello locale e transnazionale, tra gli attori coinvolti nei processi decisionali e nella gestione del territorio e i cittadini e portatori di interesse.

Le attività della Macro Area “Risorse Naturali ed Ecosistemi”
La suddivisione in Macro Aree ha come scopo fondamentale l’apertura della Convenzione e delle sue attività alla società, organizzando eventi ed attività in cui il coinvolgimento degli attori locali viene fortemente stimolato. La Macro Area lavora per far sì che i gestori delle Aree Protette Alpine possano ritrovarsi inseriti in una rete alpina in cui scambiare esperienze, metodologie, problemi e soluzioni, iniziando a vedere l’ecosistema alpino non più separato dai suoi abitanti e diviso per tematiche, ma come un sistema unico dove ogni tassello è fondamentale. Il fine ultimo è comprendere le reali necessità di un territorio e dei suoi abitanti e mettere (finalmente) a disposizione le (poche) risorse disponibili per risolvere problemi concreti, migliorare la vita degli abitanti delle Alpi e proteggere al tempo stesso la preziosa biodiversità che le Alpi ospitano. La Convenzione delle Alpi, specialmente in Italia, è ancora per lo più sconosciuta alle persone che vivono e lavorano nel territorio alpino, impedendo, di fatto, che possano prendere parte attiva e sentirsi protagonisti della protezione del territorio e del nuovo sviluppo più “sostenibile” che viene sempre più auspicato per le Alpi. Ancora, e specialmente in un periodo di “crisi economico-finanziaria”, in cui le attività istituzionali vengono viste spesso solo come uno spreco di risorse, è importante aprirsi al grande pubblico, far loro conoscere quello che è stato fatto (con i soldi pubblici) per la protezione dell’ambiente alpino e per la formulazione di nuovi progetti. Assieme agli esperti e agli stakeholder, la Macro Area sta capitalizzando i progetti svolti in ambito alpino italiano al fine di definire le reali necessità locali e organizzare una “regia” centrale per portare avanti, a livello di “sistema Alpi” i nuovi progetti che verranno svolti. Nell’ottica di un’ottimizzazione delle risorse, umane ed economiche, l’organizzazione in Macro Aree permetterà di definire progetti ad hoc, per il benessere locale e non più per (solo) quello delle organizzazioni o enti che vi partecipano. Il progetto GreenAlps (2013-2014) aveva già messo in luce questo distacco tra le reali necessità dei territori e i progetti europei svolti negli anni 2007-2013 nel programma Spazio Alpino. Gestori delle Aree Protette, cittadini e portatori di interesse locale si sono sentiti spesso “tagliati fuori” dai vari progetti svolti nei loro territori. La mancata (o parziale) concreta implementazione sul territorio che questo programma comporta ha causato una grande disaffezione verso i progetti europei, dato che, molto spesso, veniva chiesta opinione agli stakeholder locali, senza che però a questa richiesta seguissero concrete azioni sul territorio e il miglioramento delle condizioni socioeconomiche locali. Il primo incontro con gli stakeholder alpini è stato organizzato nell’ambito delle attività della Delegazione Italiana in piattaforma Connettività Ecologica.

A Milano, lo scorso 13 Luglio, si sono incontrati i gestori di varie Aree Protette alpine italiane per scambiarsi opinioni, esperienze, limiti legislativi del loro operato e suggerimenti sulla via da intraprendere in futuro. Lo scorso 26 Novembre sono iniziati i lavori ufficiali della Task Force SAPA, che è stata presentata ai gestori delle Aree Protette alpine. Lo scopo del sistema SAPA è di lavorare con gli attori locali per identificare insieme i problemi concreti del territorio e costruire, su di essi, progetti mirati che possano concretamente contribuire al benessere socioeconomico ed ecologico locale. La Macro Area “Risorse Naturali ed Ecosistemi” lavora per la valorizzazione delle reciproche influenze tematiche e per donare agli abitanti, esperti e lavoratori delle Alpi il reale controllo sui progetti da svolgere, per ottimizzare le risorse umane e finanziarie e per donare alle Alpi quello sviluppo in armonia tra uomo e natura che risulta sempre più necessario.

Autore: Filippo Favilli

 

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