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CC BY-NC-ND: Team SpiderTech

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Lavoro di squadra e persone che ci mettono la faccia: ecco il nocciolo delle cooperative di comunità, la “nuova” frontiera del cooperativismo per la crescita e il rilancio delle aree montane.

Questa forma di cooperazione favorisce, infatti, il protagonismo dei cittadini nella gestione dei servizi e nella valorizzazione dei territori facendo leva su una loro maggiore assunzione di responsabilità e partecipazione diretta. Un modello che come Istituto per lo Sviluppo Regionale e il Management del Territorio abbiamo proposto recentemente alla comunità della valle di Seren del Grappa (Belluno), che dal 2012 stiamo accompagnando nella definizione di scelte strategiche condivise sul proprio futuro di medio e lungo periodo. Alla fine di un ricco percorso di partecipazione durato più di un anno, il chiaro desiderio della comunità serenese è risultato essere quello di sviluppare un legame più forte tra popolazione, operatori economici e amministratori locali.

Hanno capito che é fondamentale avere una sufficiente “massa critica” per gestire oggi le varie attività della valle, dall’agricoltura al turismo in forma imprenditoriale. Il desiderio espresso a Seren del Grappa è in realtà una necessità anche per molte altre aree montane del nostro Paese, caratterizzate da esigue dimensioni dei centri, da una significativa asprezza del territorio e da dinamiche di spopolamento con l´abbandono di interi villaggi e borgate a favore delle vallate e delle pianure. In questi territori il vincolo della sostenibilità economica pone oggi a serio rischio la sopravvivenza dei servizi essenziali per la popolazione e per le attività economiche, in primis il turismo. In alcuni settori i soggetti pubblici stanno quindi progressivamente lasciando spazi per l’intervento dei privati.

L’introduzione di strumenti di cooperazione permette di utilizzare tutte le microeconomie possibili per dare risposte a quei bisogni comuni non più soddisfatti dalla mano pubblica. Parallelamente a Seren del Grappa stiamo accompagnando, con tecniche e obiettivi simili, anche alcuni comuni delle valli periferiche della Comunità comprensoriale del Burgraviato, in Alto Adige, nel processo di rafforzamento della competitività ed attrattività economica (progetto FSE Zukunft 2030). In EURAC ci occupiamo di ricerca applicata: siamo quindi molto interessati alla potenzialità imprenditoriale e al contributo pratico che le cooperative possono offrire per uno sviluppo regionale sostenibile. Negli ultimi anni per questo motivo abbiamo approfondito sia la particolare forma di governance delle cooperative che le loro relazioni con altri settori economici, sociali e culturali fra i quali le minoranze (es. progetto Interreg IV “ID-COOP”), il turismo (es. progetto LLP “InRuTou”) e le reti d’impresa.

Oggi stiamo lavorando con partners privilegiati come ad esempio Legacoopbund, l’associazione di categoria delle cooperative altoatesine che ne cura gli interessi, e Sophia, neonata cooperativa di ricerca e innovazione sociale. Con loro condividiamo l’interesse nella realizzazione di ricerche applicate e di progetti attuabili in ambito cooperativo, in grado di rispondere alle esigenze in rapida evoluzione della società. Stiamo continuando anche a studiare e a testare sul campo le ultime innovazioni del settore mantenendo legami con cooperative di comunità “vincenti” come I Briganti di Cerreto, fra i primi in Italia a giocarsi la carta del turismo responsabile di comunità e contatti utili con esperti come Punto3 di Ferrara o Dolomiti Project di Feltre. Forti sia delle nostre competenze interdisciplinari interne che della rete di attori cui siamo collegati, crediamo fortemente che in questo ampio concetto di comunità si possano basare i presupposti socio-economici affinché gli abitanti dei tanti piccoli paesi delle nostre montagne non “scivolino a valle”. Il cooperativismo può persino giocare un ruolo importante per attrarre giovani verso le Terre Alte permettendo alla popolazione di lavorare e custodire il territorio traendone benefici, un giusto profitto e una dignitosa qualità di vita.

Autore: Andrea Omizzolo

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